LA RADIOFREQUENZA
(Sistema Closure Fast)


L'occlusione venosa con radiofrequenza sta imponendosi, insieme alla tecnica d'occlusione con laser, nel panorama delle opzioni terapeutiche per le varici degli arti inferiori.

La tecnica chirurgica è estremamente semplice, di minima invasività e con modeste sequele postoperatorie.

Dopo un'esperienza di circa 6 anni con la tecnica definita Closure impiegando cateteri di 6 e 8 Fr, utilizzando la tecnica a retrazione continua della sonda e impiegando temperature di circa 85 gradi centigradi, abbiamo iniziato nell'autunno del 2007 ad utilizzare la tecnica definita Closure Fast che prevede l'uso di cateteri di un'unica misura 7 Fr, la retrazione ad intervalli di 20 secondi e una temperatura d'esercizio di circa 120 gradi centigradi.

Questo tipo di metodologia e di supporto tecnico hanno subito dimostrato una maggiore maneggevolezza rispetto alla metodica precedente e una riduzione notevole dei tempi di intervento.

Mentre con la tecnica Closure il tasso di ricanalizzazione completa è stato di circa il 15 % a tre anni e quello di ricanalizzazione incompleta è stato di circa il 28 %, con la tecnica Fast il tasso di occlusione e quindi di successo a 3 mesi è del 100 %.

Non abbiamo osservato complicanze tromboemboliche.

Nonostante questo la tecnica deve seguire un protocollo rigoroso, lo studio preoperatorio con ultrasuoni deve essere attento e il posizionamento della sonda a radiofrequenza deve essere controllato con precisione sempre sotto guida ecografia

CRITERI ATTUALI DI SELEZIONE

Insufficienza venosa sintomatica VGS con reflusso all’ecocolordoppler > a 0,5 sec/min nel tratto più dilatato e in posizione supina.

L’indicazione può essere estesa:

ai tronchi safenici accessori
• ai segmenti collaterali varicosi rettilinei

CONTROINDICAZIONI

• VGS con diametro > a 12 mm o con dilatazioni aneurismali.
Presenza di trombi all’interno della vena da trattare
Segmenti venosi molto tortuosi È inoltre escluso al momento il trattamento della vena piccola safena.

CONTROINDICAZIONI GENERALI

• Portatori di Pace-Maker
• Portatori di AOCP

POSSIBILI COMPLICANZE

Perforazione del vaso
Trombosi del vaso
Embolia polmonare
• Flebite
Ematoma
Infezione
Parastesie
Ustioni cutanee

LA TECNICA

Anestesia:

Locale con o senza infiltrazione sottocutanea

Accesso venoso:

Puntura percutanea della vena sotto controllo ecografico a livello del ginocchio
Preparazione chirurgica del segmento distale della vena da trattare

Posizionamento a livello del lume venoso di un introduttore.

Sotto controllo ecografico si fa risalire il catetere per radiofrequenza sino alla giunzione safeno-femorale.

Svuotamento del sangue residuo nel vaso, mediante trendelemburg.

Ci si accerta ecograficamente del posizionamento del catetere. Il catetere è ritratto step-by-step, ogni 20 secondi vengono trattati 7 cm di vena.
I parametri di temperatura sono tenuti sotto controllo sul generatore.
La temperatura d'eserczio è di 120° C.
Quando il catetere è ritratto dal lume vasale si procede alla compressione immediata dell’arto con confezionamento di bendaggio eccentrico.

VANTAGGI

Minor invasività
Estetica
Maggior tolleranza dei pazienti al trattamento

SVANTAGGI

Costo della procedura

RISULTATI

Il successo della procedura (occlusione completa della vena grande safena) è del 100% a sei mesi.


RISULTATI: COMPLICANZE

Parestesie: 0%
Edema cute: 0%
Periflebiti o flebiti: 2-6%
Ustioni cute: 0%



In conclusione possiamo affermare che questa è una tecnica sicura ed efficace.

Si prospetta l’acquisizione di nuovi dati circa il follow-up a lungo termine.

Inoltre con la diffusione della tecnica e la dimostrazione della sua validità, i costi dovrebbero abbassarsi, in virtù anche della rapida dimissione e della precoce ripresa dell’attività lavorativa


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